Mišo Penava sapeva fin da bambino che il mare era il suo posto. Mentre gli altri bambini sognavano il calcio o le automobili, lui passava ore a disegnare barche a vela, a leggere libri di nautica e a immaginare come un giorno avrebbe governato un potente yacht.

Amava il vento tra i capelli, la salsedine sulla pelle e il rumore delle onde che si infrangevano sugli scafi. Ogni barca, ogni dettaglio dello yacht attirava la sua attenzione: doveva vederlo, studiarlo, capirlo. 

Ogni libro sul mare, ogni documentario sulla vela, ogni opportunità di salire su una barca era come un regalo per lui. Già all'età di dieci anni sapeva nominare i tipi di barche a vela, spiegare i venti e fare i nodi da marinaio meglio di molti adulti. Nel momento in cui, da ragazzino, è salito per la prima volta su una vera barca a vela, ha capito che quello sarebbe stato il suo mondo. Non solo un hobby, non solo una professione, ma uno stile di vita.

È diventato uno skipper rinomato. Sotto la sua "guida" e le sue conoscenze, organizza esclusive gite in barca a vela per gruppi di adulti e anche per bambini che vogliono sperimentare la magia del mare "aperto". Ma Mišo non è solo uno skipper. È un uomo dal cuore grande.

L'estate scorsa ha sentito parlare di un ragazzo che sognava di andare al mare, ma la cui famiglia non poteva permetterselo. Non ha esitato a contattare la famiglia e a invitare il ragazzo a una delle sue gite in barca a vela: voleva sfatare l'idea che il mare e la vela siano un privilegio dei "ricchi". 

Il ragazzo, che non aveva mai visto il mare (aperto), è salito a bordo con un misto di paura ed eccitazione. Mišo gli ha mostrato le basi della navigazione a vela: come issare le vele, governare, fare un nodo da marinaio e (leggere) il vento. Ma non gli ha dato solo nozioni tecniche, ma anche un'esperienza di libertà, avventura e la sensazione di far parte di qualcosa di grande e potente.

Dopo alcuni giorni di navigazione, rientrarono in porto. Il ragazzo tornò dal ponte un uomo cambiato. Non aveva più le insicurezze, le paure e i dubbi che aveva portato con sé sulla barca il giorno prima. C'era una scintilla nei suoi occhi, quella luce speciale che Misha aveva visto solo nelle persone che avevano trovato qualcosa che le rendeva veramente felici.

Quando si salutarono, il ragazzo gli strinse la mano e disse: "Grazie. Ti prometto che un giorno sarò di nuovo qui. Forse anche come skipper".

Zala Krupljan, 18. 2. 2025

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