Aljaž Frančič non è solo un mio amico, è il mio migliore amico. Ci conosciamo da molti anni e in questo tempo ho capito che è una di quelle rare persone che vivono la loro missione con passione e impegno totale.

Il suo mondo si intreccia con la programmazione, i computer e il mondo digitale, ma in realtà è molto più di un semplice maestro del codice. È una persona che sa come ispirare, incoraggiare e soprattutto credere negli altri, anche quando dubitano di loro stessi.

Aljaž non era solo un programmatore. Era un architetto di mondi digitali, un artista che usava il codice per creare soluzioni e un insegnante che infondeva fiducia nei suoi studenti quando affrontavano le complessità dell'informatica. I suoi occhi brillavano sempre quando parlava di programmazione, non come un lavoro, ma come una passione che riempiva i suoi giorni e le sue notti.

Alla Scuola di Ingegneria Elettrica e Informatica, dove lavorava come professore assistente, era un mentore e un'ispirazione: qualcuno che credeva nei suoi studenti, anche quando questi dubitavano di se stessi e delle loro capacità. Marko, il suo studente più ostinato, era uno di quelli che lottavano con ogni riga di codice fino a quasi arrendersi. "Questo non fa per me", mormorò una volta disperato durante un'esercitazione, quando il software fallì per la decima volta.

Ma Aljaž vide in lui più di quanto Marko vedesse in se stesso. Si sedette con lui e gli spiegò il problema in modo comprensibile, con metafore tratte dalla vita quotidiana. "La programmazione non è una lotta", gli disse, "è un dialogo tra voi e il computer. Ascolta quello che ti dice". Così iniziarono a scomporre il codice insieme, riga per riga, finché il programma di Mark funzionò perfettamente per la prima volta.

Il momento in cui vide il risultato sullo schermo fu quasi irreale. All'inizio Marko rimase a guardare, poi scoppiò a ridere. »Non posso crederci!« esclamò. Aljaž sorrise e batté leggermente le nocche sul tavolo. »Ho sempre saputo che ce l'avresti fatta«, gli disse. Più tardi, quando Marko ottenne un nove all'esame, gli inviò un messaggio. Grazie, Aljaž. Senza di te mi sarei arreso».«

Aljaž è stato il mentore che non solo ha insegnato algoritmi e strutture dati, ma ha anche infuso fiducia, perseveranza e amore per la programmazione nei suoi studenti. La passione per il suo lavoro non era solo professionale, ma anche personale. Quando oggi parla dei suoi progetti, nella sua voce non c'è solo conoscenza, ma anche una scintilla, quella rara combinazione di professionalità e dedizione genuina.

Quando lo incontro, parla sempre di qualcosa di nuovo: dei progressi dell'intelligenza artificiale, delle sfide che sta risolvendo o degli studenti che continua a incoraggiare nonostante abbia cambiato lavoro. La sua energia è contagiosa, il suo ottimismo incrollabile. Aljaž non è solo un programmatore. È un insegnante, un visionario e qualcuno che cambia il mondo, ma una riga di codice alla volta.

Zala Krupljan, 23. 2. 2025

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